GAMINDO

Quando la Responsabilità Sociale passa attraverso i videogame

La prima piattaforma che consente di fare una donazione benefica senza spendere, ma semplicemente giocando a un videogame.

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Un team under 30 per un aggregatore di advergame

Nonostante la crisi economica, il mercato dei videogiochi continua ad avere successo. Ma è possibile trasformare un gioco online, basato sul puro divertimento, in qualcosa di utile e anche con un fine importante? Proprio su questa idea si basa l’impegno di Gamindo, vincitore del premio speciale Mamacrowd, la piattaforma di equity crowdfunding, che affiancherà Gamindo per una campagna di raccolta di capitali sul portale www.mamacrowd.com, durante la quarta edizione di GoBeyond. Non solo: la startup ha anche conquistato il premio GoBeyond di Sisal in occasione di DigithON, la più grande maratona digitale italiana, svolta nell’ottobre 2020. 

L’idea nasce dal fondatore della startup Nicolò Santin che, insieme a Matteo Albrizio e a un team di ragazzi tutti under 30, decide di realizzare una piattaforma che consenta di giocare ai videogames e contemporaneamente fare beneficenza.

Gamindo è un aggregatore di advergame, ovvero un insieme di videogiochi brandizzati che hanno l’obiettivo di promuovere le aziende attraverso un’applicazione che può essere scaricabile gratuitamente da Google Play e App Store. Le aziende che vogliono iniziare una collaborazione commissionano un advergame e fissano un budget da donare ad un’associazione. Il fondo stanziato viene poi diviso in gemme, le quali sono il premio che ciascun giocatore deve conquistare al termine di ogni partita e il cui numero varia in base al punteggio conseguito. Una volta raggiunta una determinata somma, ogni utente può scegliere di donare le proprie gemme a un ente benefico.

All’interno dell’app di Gamindo è possibile trovare oltre una decina di giochi sponsorizzati da altrettante aziende: puzzle games, quiz, giochi di memoria e persino le sfide con più di un giocatore. Naturalmente, esistono diversi enti non profit a cui è possibile donare le proprie gemme, come ad esempio l’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano, Emergency, WWF, Save the Children, il Fondo per lo spettacolo dedicato al mondo agli artisti messi in ginocchio a causa dell’epidemia da Covid-19 e così via.

Dunque, Gamindo è una piattaforma in cui vincono tutti: le persone possono divertirsi e donare senza spendere, le aziende possono promuoversi in modo innovativo e ad alto impatto sociale. Inoltre, gli enti non profit possono raccogliere fondi senza costi, sensibilizzando le persone verso le proprie cause sociali.

“Perché non donare, se puoi farlo gratuitamente e divertendoti? Nel mondo ci sono 2.7 miliardi di persone che giocano ai videogiochi e si prevede che nel 2023 si supererà quota 3 miliardi - racconta il fondatore di Gamindo, Nicolò Santin - La pandemia ha accelerato l’utilizzo di questa forma di svago da parte di sempre più persone, che amano rilassarsi e divertirsi giocando ed immergendosi in un’esperienza ludica virtuale. La vision di Gamindo è quella di permettere a queste persone di convertire il tempo speso giocando in donazioni agli enti non profit. Insomma, consentire a chiunque di donare senza spendere e divertendosi”.

 

“L’idea è nata da una tesi di laurea di 700 pagine, è stata validata con delle prime aziende del territorio e la startup è stata poi accelerata in Silicon Valley da Plug and Play. Gamindo ha vinto inoltre il Premio Nazionale Innovazione ICT e ricevuto il Seal of Excellence da parte delle Commissione Europea. I prossimi step saranno un seed round e l’espansione della piattaforma fuori dal territorio italiano”, spiega Santin, che ha una visione precisa di cosa significhi “sostenibilità” nel mondo moderno: “Oggi, il tema della sostenibilità è diventato centrale nella nostra società, soprattutto tra i più giovani. Al tempo stesso stiamo assistendo ad una crescita esponenziale del mercato del gaming for fun, con fenomeni come Fortnite o Candy Crash e con oltre 2,3 miliardi di videogiocatori nel mondo. Proprio per questo nasce Gamindo. Se fino a ieri giocare ai videogiochi era un semplice passatempo, da oggi potrà avere un impatto positivo sulla società e il binomio videogiochi-donazioni appare oggi naturale”.