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La prevenzione passa attraverso lo smartphone

Smart Assistant for BREast ScreENing: un sistema che permette alle donne di effettuare uno screening ecografico al seno tramite una sonda connessa ad uno smartphone.

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Diffondere consapevolezza e prevenzione

Il tumore al seno è la neoplasia in assoluto più frequente nella popolazione femminile. Si stima che mediamente 1 donna su 8, nell’arco della propria vita, dovrà farvi i conti. Inoltre, in Italia, il 13% dei casi coinvolge donne di età inferiore ai 40 anni. Attualmente, un aiuto concreto è offerto da SABREEN (Smart Assistant for BREast screENing), il vincitore del titolo miglior progetto per la categoria Collettività della quarta edizione di GoBeyond.
 

Si tratta di un sistema progettato da HTLab (Healthcare Technology Lab), la startup innovativa fondata di vEyes, una realtà non profit nata nel 2012 con l’intento di progettare e sviluppare ausili tecnologici per persone con disabilità visiva e strumenti di diagnostica clinica innovativi.

SABREEN consente di effettuare un’ecografia tramite una sonda reingegnerizzata connessa ad uno smartphone Android. Il tutto è integrato ad un sistema di intelligenza artificiale capace di realizzare un modello 3D della struttura interna del seno. L’impianto è così in grado di rilevare la presenza di masse sospette, segnalandole ad un centro di senologia presente nel network di SABREEN. In tal modo, uno specialista può ispezionare il materiale inviato dalla rete neutrale, validarlo e se lo ritiene necessario, può segnalare alla paziente la presenza di un’anomalia

Tutto ciò accade nel rispetto della privacy della persona, senza il trattamento di immagini di pelle nuda della paziente. In seguito, il centro di senologia contatta la donna tramite una notifica che arriva direttamente sul suo smartphone, ma senza poter risalire alla sua identità. Spetterà così a lei decidere se recarsi nella struttura, prenotando una visita medica.

Attraverso l’uso di tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’integrazione con sensori, dispositivi mobili, banda larga e 5G, il sistema è in grado di introdurre una metodologia maggiormente efficace nella prevenzione del tumore al seno. Infatti, ancora oggi, il tutto è affidato alla pratica dell’autopalpazione e a controlli periodici che includono una visita senologica insieme a uno screening ecografico.

L’ecografia mammaria è uno strumento diagnostico utile per testare un seno giovane, generalmente di una donna sotto i 40 anni o comunque in età fertile, in quanto esso presenta una componente ghiandolare molto ricca, difficile da esplorare radiologicamente con una mastografia. Dopo i 50 anni, SABREEN non perde di efficacia e può ancora essere utilizzato per lo screening del seno, anche se diventa consigliabile affiancare una mammografia.

In molti casi la prevenzione può aiutare a diagnosticare tempestivamente la presenza di tale problema. «Eppure non è tutto così semplice - racconta Massimiliano Salfi, fondatore di SABREEN e presidente di vEyes - Tre mesi fa abbiamo avviato la somministrazione di un questionario, invitando donne di età compresa tra i 18 ed i 40 anni a rispondere ad alcune semplici domande al fine di misurare la sensibilità mostrata verso tale problema. I dati emersi sono stati a dir poco allarmanti: su 1300 donne intervistate ad oggi, 888 hanno dichiarato di non essere mai state a visita da un senologo e 185 solo di rado. Inoltre, 819 di loro hanno dichiarato di non ricorrere mai all’autopalpazione, o di farlo solo di rado».

Proprio per garantire una maggior consapevolezza del problema, a partire da marzo, mese tra l’altro dedicato alla prevenzione femminile, «in collaborazione con i nostri partner storici come il Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona, l’Institute of Oncology Research (IOR) di Bellinzona (Svizzera) o il Dipartimento di Patologia Diagnostica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ai quali si sono aggiunti partner importanti quali la Sezione Provinciale di Catania della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), avvieremo delle sessioni aventi la duplice funzione di fare tanta prevenzione sulle giovani donne che aderiranno, dal momento che sarà comunque un’occasione per uno screening al seno, ma soprattutto di affinare l’algoritmo di intelligenza artificiale parte di SABREEN, affinché possa continuare ad apprendere analizzando una varietà di casi (clinici e non) parecchio più ampia, portando la percentuale di affidabilità sempre più vicina al 100%».

«La vittoria a GoBeyond ha sicuramente costituito una svolta importante per il progetto – continua Salfi - non solo per l’ovvia valenza che la somma in denaro vinta ha nell’accelerare i lavori, ma soprattutto per la visibilità che da tale vittoria è scaturita, dandoci innanzitutto la giusta carica per proseguire con i lavori, tenuto conto che il periodo storico che stiamo vivendo rallenta parecchio la maggior parte delle attività connesse al progetto, che ovviamente ruotano intorno al mondo della sanità, messo a dura prova dalla pandemia.

Di contro, però, va detto che proprio tale criticità, che ha di fatto interrotto da mesi l’esecuzione di screening che possano portare a diagnosi preventiva di tumori e la consapevolezza che è proprio la prevenzione l’unica arma davvero efficace per combattere i tumori in genere, non solo quelli al seno, ha aumentato il livello di attenzione di operatori e addetti ai lavori per un sistema che, a regime, potrà dare un contributo importante nel salvare tante vite».