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01/03/2021

Agenda 2030, sostenibilità e pandemia: come cambiano gli equilibri?

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Come è noto, l’Agenda 2030 pone sul piatto diversi obiettivi di sostenibilità che riguardano sia le singole Nazioni sia il mondo nel suo complesso, determinando una serie di obiettivi volti a dar vita a un sistema globale più equo e sostenibile sotto tutti i punti di vista. Quale sarà l’impatto della pandemia da Covid-19?

 

Nei primissimi giorni del 2020, forse pochi avrebbero immaginato che questioni globali quali quelle relative allo Sviluppo Sostenibile sarebbero state messe in ombra da un’emergenza altrettanto globale e drammatica. L’epidemia da Covid-19 ha senza dubbio spostato l’attenzione verso un problema più contingente, ma il rischio ora è perdere di vista una serie di problematiche il cui impatto è solo più diluito nel tempo, i cui effetti possono però essere devastanti su scala mondiale. Proprio per dare una risposta a queste questioni, nel 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva individuato 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (o SDGs, Sustainable Development Goals) e li aveva inseriti nella cosiddetta Agenda 2030, una guida che avrebbe dovuto improntare l’operato dei diversi Paesi in tutto il mondo. E così è stato – tra alti e bassi, accelerazioni e decelerazioni – fino al 2020, quando a sedersi al tavolo da gioco è stato il Coronavirus, sconvolgendo equilibri che non torneranno probabilmente mai più ad essere quelli pre-pandemia.

Ma vediamo quali sono i 17 SDGs e come la situazione attuale potrebbe mettere i bastoni tra le ruote alla loro attuazione.

Obiettivo 1: Sconfiggere la povertà

Il Primo obiettivo dell’Agenda 2030 è porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo. In realtà, è facile immaginare come da una parte la crisi economica scatenata dalla pandemia tenda ad aggravare le situazioni di povertà anche all’interno degli Stati più ricchi e come questi, concentrati a proteggere nell’immediato il benessere delle proprie popolazioni, possano porre minor attenzione nei progetti di sviluppo e sostegno verso Paesi più in difficoltà. Anche le risorse messe in campo per far fronte alla pandemia, molto più ingenti in alcune parti del mondo che in altre, possono ulteriormente aggravare questo divario (Paesi che possono permettersi politiche di contenimento del virus vs Paesi che non possono permettersele).

Obiettivo 2: Sconfiggere la fame

Il Secondo obiettivo è porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile. Si tratta di un obiettivo in realtà molto legato al primo, in particolare per quanto riguarda i Paesi più poveri. Inoltre, quanto più intere fasce di popolazione avranno difficoltà ad approvvigionarsi degli alimenti necessari alla propria sussistenza, quanta meno attenzione si farà presumibilmente alla qualità degli alimenti stessi. Per quanto riguarda l’Italia, la produzione agricola è inserita tra le attività essenziali, per cui gli indicatori relativi a questo settore quantomeno nel nostro Paese potrebbero reggere la sfida della pandemia.

Obiettivo 3: Salute e benessere

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età è il terzo obiettivo dell’Agenda 2030. Quella che abbiamo di fronte è una crisi sanitaria globale che ha messo a dura prova le strutture mediche di tutto il mondo: i suoi effetti – anche a prescindere dall’aumento della mortalità direttamente collegato a Covid-19 – potrebbero protrarsi per un lungo periodo, ad esempio in termini di esami e prevenzione trascurati. Inoltre, quanto l’ipotizzato aumento della povertà, così come la ridotta possibilità di effettuare movimento, potrebbero influire sull’adozione di buone o cattive abitudini alimentari e di vita?

Obiettivo 4: Istruzione di qualità

L’Agenda 2030 ha come quarto obiettivo quello di assicurare a tutti un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti. L’insegnamento è stato uno degli ambiti più colpiti in questa situazione, con studenti che si sono trovati impossibilitati a frequentare fisicamente la scuola. Infatti, le nuove modalità formative avranno con tutta probabilità un forte impatto sulla qualità degli apprendimenti e dunque sul livello di preparazione conseguito in questi mesi. Questo per quanto riguarda i Paesi economicamente più avanzati, che comunque hanno avuto l’opportunità di garantire una seppur traballante continuità dei programmi scolastici.

Obiettivo 5: Parità di genere

Raggiungere l’uguaglianza di genere e l'empowerment di tutte le donne e le ragazze: l’obiettivo 5 non dovrebbe risentire della pandemia per quanto riguarda i ruoli istituzionali e decisionali, ma senza dubbio si sentirà l’impatto sul mercato del lavoro. La condizione femminile – specie per coloro che hanno figli – tra le mura domestiche si è aggravata e potrebbe ampliarsi il divario tra occupazione femminile e occupazione maschile. Inoltre, le donne sono spesso in prima linea in tali circostanze, in quanto rappresentano il 70% dei lavoratori impegnati nei settori sociale e sanitario. Ancora, un aumento della povertà e una minor scolarizzazione nei Paesi più poveri sarebbe senza dubbio un ulteriore ostacolo verso l’emancipazione femminile in queste parti del mondo.

Obiettivo 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

Sesto obiettivo, garantire a tutti la disponibilità e la gestione dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie. In questo caso la pandemia non dovrebbe portare alcun contraccolpo, quantomeno nei Paesi più ricchi: certo, l’aumento della povertà o la diminuzione di investimenti in quelli più poveri potrebbero portare a un minor accesso all’acqua potabile da parte di queste popolazioni. Invece proprio questa situazione ci ha dimostrato quanto siano importanti acqua, igiene e pulizia nell’ambito della prevenzione.

Obiettivo 7: Energia pulita e accessibile

Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. Per quanto riguarda l’obiettivo 7, dal punto di vista della quota di energie rinnovabili non dovrebbero esserci dei rallentamenti. Ciò che invece potrebbe risentirne è la strada verso l’efficienza energetica che – se non sostenuta da specifici incentivi da parte degli Stati – potrebbe accusare il colpo della diminuzione delle risorse economiche della popolazione e delle imprese.

Obiettivo 8: Lavoro dignitoso e crescita economica

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti. L’obiettivo 8 è quello su cui probabilmente la pandemia da Covid-19 avrà un impatto più forte e doloroso. Sia in termini di occupazione (numero di persone che lavorano) che di produttività (quanto frutta questo lavoro), gli indicatori non saranno probabilmente incoraggianti: perciò è particolarmente importante favorire una veloce e duratura ripresa economica.  

Obiettivo 9: Imprese, Innovazione e Infrastruttura

L’obiettivo 9 chiede agli Stati di costruire una infrastruttura resiliente e di promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile. La crisi economica avrà senza dubbio un impatto anche su questo goal. In particolare, le attività più colpite (ad esempio turismo, commercio, servizi alle imprese, ristorazione, spettacolo, ecc.) dai provvedimenti di chiusura e dalla drastica diminuzione di spostamento delle persone potrebbero vedere una decisa frenata in questo senso. Meno importante sarà invece con tutta probabilità l’impatto sulle attività strettamente produttive, che hanno di fatto proseguito senza grosse interruzioni, seppur tra mille difficoltà.  

 

Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze

Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni: l’obiettivo 10 è a forte rischio, in quanto le fasce più deboli della popolazione, così come gli stranieri, pagheranno probabilmente un alto prezzo legato a questa pandemia. Le disuguaglianze economiche potrebbero aggravarsi, aumentando il divario tra la fascia più ricca della popolazione e quella più povera, spingendo il ceto medio verso questo secondo polo.

Obiettivo 11: Città e comunità sostenibili

L’undicesimo obiettivo dell’Agenda 2030 chiede di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Gli indici del 2020 dimostrano una diminuzione – seppur temporanea – delle emissioni con un miglioramento degli indici ambientali: si tratta però di effetti transitori, in quanto figli di provvedimenti emergenziali e non strutturali. Perché città e comunità siano sempre più sostenibili e inclusive, è necessario che gli Enti a tutti i livelli si impegnino a fondo per non dimenticare nessuno sia nell’emergenza, sia nella strutturazione di spazi e servizi che possano perdurare nel tempo.

Obiettivo 12: Consumo e produzione responsabili

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo: anche se i numeri potrebbero diminuire in termini assoluti sia per quanto riguarda la popolazione sia a livello delle imprese, è difficile valutare se e quanto la tendenza verso una produzione e un consumo sostenibili reggerà alla prova della pandemia. I processi in atto erano sufficientemente interiorizzati da restare dei punti fermi anche davanti a eventuali difficoltà economiche o di approvvigionamento? Le imprese proseguiranno negli investimenti in questo senso? 

Obiettivo 13: Lotta contro il cambiamento climatico

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze: l’obiettivo 13 è forse il più noto tra quelli dell’Agenda 2030. Certo, la diminuzione delle attività produttive e umane nel corso di un intero anno e più, darà come risultato un netto miglioramento di tutti gli indicatori relativi all’inquinamento e all’emissione di anidride carbonica. Quanto questi dati possano essere indicativi di una reale tendenza a un miglioramento continuo – come abbiamo visto più sopra – resta però da dimostrare.

Obiettivo 14: Vita sottacqua

Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile: l’obiettivo 14 mette l’accento sull’importanza dell’acqua e della biodiversità marina. Un ambito che non dovrebbe subire particolari ripercussioni dalla crisi in atto e per il quale si spera possa proseguire il lento, ma costante miglioramento negli indici di monitoraggio.

Obiettivo 15: Vita sulla terra

Ancora ambiente: l’obiettivo 15 chiede di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità biologica. Se quest’ultimo punto potrebbe essere favorito dallo stop alle attività produttive del 2020, gli altri goals di tale ambizioso obiettivo non dovrebbero risentire direttamente della pandemia da Covid-19: bisogna però dire che si trattava forse di uno degli ambiti di più complessa realizzazione già prima dell’irrompere del Coronavirus.

Obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni solide

Obiettivi così ambiziosi non possono essere raggiunti in un contesto conflittuale: ecco perché al punto 16 troviamo la necessità di promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile, offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli. Una serie di goal fondamentali, con i quali fortunatamente la pandemia non dovrebbe interferire, fatta salva la possibilità di un prolungamento dei tempi della giustizia dovuto a un rallentamento del lavoro nei Tribunali.

Allargando lo sguardo al di fuori dei confini nazionali, però, il rischio è quello che la condizione attuale rallenti o addirittura faccia regredire i progressi dei Paesi che già vivono situazioni di guerra o in cui la giustizia è molto fragile.

Obiettivo 17: Partnership per gli obiettivi

Ultimo, ma non meno importante, l’obiettivo 17 chiede di rafforzare il partenariato mondiale e i mezzi di attuazione per lo sviluppo sostenibile. Anche qui, la pandemia non dovrebbe avere un impatto significativo.