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Business Continuity ai tempi del Covid-19

Business resiliente

23/11/2020

La pandemia globale ci dimostra come la Business Continuity sia la chiave per fare la differenza in situazioni di emergenza

Prepararsi all’imprevedibile

L’epidemia da Coronavirus ha avuto un impatto profondo sulla vita di pubblici e privati. Di colpo un evento raro e imprevedibile si è imposto cambiando percezioni, spesso sconvolgendo intere economie e sistemi. Sicuramente l’emergenza ci ha fatto riflettere su un concetto importante, quello di imprevedibilità. L’inaspettato è dietro l’angolo e può generare enormi mutamenti ai quali non siamo preparati.
Le aziende ne sono le testimoni dirette: la pandemia ha influito su tutti i processi che le coinvolgono (trasporto, approvvigionamento di materie prime, vendita ecc…). Sorge una domanda spontanea: è possibile prepararsi all’imprevedibile? La risposta non è naturalmente univoca, anche perché infinte sono le possibilità cui ci si dovrebbe preparare, ma uno strumento importante in questo senso è il Business Continuity Management o gestione della continuità operativa

Il migliore  esempio della resilienza nel business è senza dubbio il business continuity

Il Business Continuity Institute definisce la continuità operativa come “la disciplina gestionale volta a sviluppare e migliorare la resilienza organizzativa di un’organizzazione”.
In breve, la capacità di un’organizzazione di continuare a lavorare, a svolgere le normali mansioni aziendali e produrre in condizioni critiche, grazie alla capacità di prevedere le potenziali minacce e di predisporre le necessarie contromisure.

Business Continuity Plan: un faro nella tempesta

Che si tratti di problemi interni o esterni o di incidenti, occorre dunque avere un piano d’azione per evitare forti rallentamenti o addirittura l’arresto delle attività aziendali. Di fronte a una situazione di crisi, un’azienda deve definire un piano di reazione: unBusiness Continuity Plan (BCP).

Durante una crisi è importante preservare la crescita e la reputazione dell’organizzazione per aumentare la fiducia degli stakeholder

Il BCP è un vero e proprio manuale procedurale che individua minacce e soluzioni per ridurre i rischi e intervenire nel caso in cui eventi avversi si verifichino. In quest’ultimo caso, l’obiettivo è quello di minimizzare i danni causati da un arresto aziendale e di assicurare il ritorno alla situazione di stabilità iniziale nel minor tempo possibile.

Emergenza sanitaria: le principali difficoltà affrontate dalle aziende

L’insorgenza del Covid ha stravolto la realtà di molte aziende che si sono trovate a dover fare i conti con un fattore esterno non prevedibile.
Quali sono dunque le maggiori difficoltà che le aziende hanno dovuto affrontare e come hanno tentato o sono riuscite a superarle?
In realtà le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno riguardato ogni processo aziendale. Il trasporto di beni e lo stesso reperimento di materie prime è divenuto problematico. Blocchi regionali, nazionali e internazionali e restrizioni di varia natura hanno reso più macchinosi e talvolta impossibili tali processi. In particolare, allo scoppio dell’epidemia in Italia, si sono moltiplicati i fermi e i controlli tra le frontiere dell’Unione Europea. Ciò nonostante non esistesse una sospensione formale del Trattato di Schenghen che definisce la libera circolazione di persone e beni tra i paesi membri dell’Unione. Confetra – la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica – ci fornisce un quadro più preciso delle conseguenze: nei primi due mesi del 2020 si è assistito a una contrazione media dei volumi movimentati compresa tra il 35% e il 45%. Andamento analogo per il settore del cargo aereo, che nel mese di marzo ha registrato una contrazione del 40/50%.

Al di là dei trasporti, sono le stesse materie prime a risentire del clima pandemico. La quasi totalità delle commodity alla base di ogni processo produttivo ha subito una fase di deprezzamento significativo. In particolare, il petrolio ha visto diminuire la domanda soprattutto da Asia e Cina.
Anche la vendita stessa di beni ha subito un calo: i dati ISTAT di aprile parlano di un crollo delle vendite al dettaglio del 26,3%.

Dall’e-commerce agli eventi online: le strategie anti crisi

In una situazione di crisi - come quella di una pandemia globale - è la capacità di reinterpretarsi, il coraggio di percorrere nuove vie a fare la differenza. Uno degli elementi che caratterizzano la Resilienza d’Impresa è la capacità di visione nel medio e lungo termine. La paura della crisi ha frenato alcune imprese e ne ha spinte altrettante a lanciarsi nell’innovazione. Queste ultime hanno saputo reagire sfruttando tutte le possibilità messe a disposizione dal digitale.
Quali sono le principali strategie messe in atto dalle imprese per contrastare la crisi?
E-commerce. Molte realtà hanno affrontato il calo delle vendite nei negozi fisici dirottandole sul piano digitale. Sin dal lockdown – che impediva l’accesso fisico ai punti vendita – l’e-commerce ha subito un’impennata clamorosa. Secondo il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, i consumatori dediti agli acquisti online hanno raggiunto i 29 milioni. Si stima inoltre una crescita di tali acquisti pari al 55% entro la fine dell’anno corrente. Il settore che più ha beneficiato di questo trend è sicuramente quello del delivery, con una crescita pari al 19%.

Se fino a oggi era normale ricevere una pizza a casa, da oggi in poi lo sarà anche per un cacciavite: intere fasce della popolazione si sono avvicinate agli acquisti on-line

Altra strategia, quella dell’incentivazione dei pagamenti digitali. Anche i settori tradizionalmente legati al contante hanno aumentato il ricorso al pagamento online per incentivare le vendite in un momento in cui le misure di sicurezza impongono un’interazione e una fisicità ridotte al minimo. I dati dell’Osservatorio di Sumup – società di pagamenti mobili - mostrano come negozi di quartiere attivi nel commercio al dettaglio registrino un incremento delle transazioni elettroniche del 60%.

Webinar e dirette social. Molte aziende hanno incrementato l’impiego di queste modalità comunicative per mantenere i contatti con i clienti. Nello specifico, la ricerca #RestartItalia - realizzata da Wwworkers.it in collaborazione con Tree - mostra come il 42% delle aziende considerate abbia modificato i propri canali di vendita e comunicazione durante la pandemia. L’87% ha puntato sui social media come canale prioritario, il 32% sui video live in streaming e il 16% sui video YouTube.

Delivery. Non solo vendita: occorre anche occuparsi della spedizione dei prodotti. Durante l’emergenza sanitaria e in particolare per via del lockdown, molte piccole realtà hanno sentito la necessità di attivare servizi di spedizione anche partendo da zero. Secondo la piattaforma Cloud GoDaddy, il 19% delle micro-aziende ha attivato un servizio di delivery via web o telefono.

Il futuro delle innovazioni aziendali

Con la comparsa del virus sono emerse problematiche che apparivano lontane e che hanno invece richiesto una gestione repentina. L’emergenza sanitaria è diventata dunque un elemento catalizzatore e di accelerazione del cambiamento. Questi mesi sono stati e continuano a essere terreno fertile per la sperimentazione e l’innovazione.

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi’’, Albert Einstein

Parlando di innovazione non si può non tenere conto dello sviluppo tecnologico. La tecnologia si è infatti rivelata essenziale nella gestione della crisi. Analisi e tracciamento di dati e intelligenza artificiale sono solo due esempi di strumenti essenziali per affrontare la pandemia. Al di là dell’ambito sanitario, sono molte le aziende e i settori che hanno abbattuto la resistenza al cambiamento, lasciandosi alle spalle l’immaturità tecnologica. Innumerevoli realtà hanno intrapreso piani di digitalizzazione che includono implementazioni di ambienti digitali, piattaforme di smartworking e in generale la digitalizzazione di processi aziendali.
L’emergenza sanitaria ha poi fatto luce sulla questione ambientale e sulla necessità di un sistema economico sostenibile. Il tema dell’economia circolare è diventato una presenza costante nelle Agende dei Governi. Le imprese si adeguano, dando ampio spazio al green marketing.
L’evidenza di come un Virus possa diffondersi in tutto il mondo rendendo la società vulnerabile ha aumentato la consapevolezza in tema di salute. Vi è una maggiore attenzione per lo stile di vita, l’igiene e la sicurezza. Le aziende attente accolgono queste nuove tendenze: per esempio l’industria alimentare ha aumentato la produzione di alternative alla carne in risposta a un maggiore consumo di prodotti a base di vegetali.