Tutti gli articoli

Hackathon, la maratona mentale che genera innovazione

Social innovation

19/04/2021

Idee e soluzioni alternative per innovare il mondo

Hackathon: come nasce una maratona di idee

Le misure di sicurezza messe a punto per scongiurare l’emergenza sanitaria, hanno determinato un cambio di paradigma con uno spostamento di risorse e attività dal piano fisico a quello digitale. L’impatto di ciò è stato particolarmente avvertito da quelle realtà che hanno sempre fatto della dimensione fisica l’elemento preminente. Tuttavia, la capacità di reinventarsi e di reinterpretare i contesti ha dato vita a progetti ugualmente importanti e d’impatto. Il caso degli Hackaton è particolarmente interessante in questo senso poiché l’aggregazione, la partecipazione e il confronto diretto con altre persone sono elementi chiave di questi eventi. 

Un evento capace di contaminare con esperienze e punti di vista differenti

Procediamo con ordine: cosa si intende con il termine Hackathon? La parola Hackathon è un neologismo, risultato della fusione tra i due termini hacking (hackeraggio) e marathon (maratona). Il primo indica la capacità di trovare una situazione alternativa ad un problema, mentre il secondo fa riferimento ai brevi tempi per farlo. Infatti, il termine hackathon compare per la prima volta nel 1999, quando la OpenBSD chiede l’intervento di 10 sviluppatori software professionisti per implementare velocemente lo standard di sicurezza del suo sistema operativo. Da allora, l’hackathon diviene un evento strutturato con una durata variabile che va da mediamente da un giorno ad una settimana e che si caratterizza per essere un evento legato ad idee ed innovazione.

Strumenti al servizio delle grandi realtà

Originariamente ideati e organizzati da società informatiche, gli hackathon sono attualmente una realtà molto più trasversale e richiamano a sé non soltanto sviluppatori, ma anche specialisti provenienti dai settori più disparati come appassionati di marketing, business, design. Oggi gli hackathon sono diventati uno strumento mainstream utilizzato dalle aziende e da grandi realtà alla ricerca di nuovi talenti, stimoli e idee. Gli Hackathon sono infatti una preziosa modalità di recruiting che consente di sondare hard e soft skill in una maniera molto più approfondita di quanto un colloquio tradizionale non consenta di fare, ma sono anche delle vere e proprie fucine di innovazione. Questo è senza dubbio un elemento di particolare interesse ed è il motivo per il quale grandi realtà istituzionali e non, investono in questi eventi. Per fare un esempio attuale, la Milano Digital Week 2021 promossa dal Comune di Milano ha incluso al suo interno un hackathon sponsorizzato dalla società di prestiti Agos sul tema dell’economia circolare. 10 team di giovani innovatori cercheranno di rispondere alla domanda posta da Agos: come può Agos entrare in un sistema di economia circolare o contribuire a crearne uno come partner, sfruttando un modello di Subscription?

La varietà di professionisti che partecipano agli hackathon è un elemento di straordinario valore 

Come è strutturato un hackathon?

Generalmente un hackathon ha inizio con la presentazione del programma ed eventualmente di uno o più argomenti protagonisti dell’evento. Una volta svelato il tema, i partecipanti hanno la possibilità di presentare agli altri le proprie idea e il progetto che hanno in mente di realizzare: questa è la fase del pitch. In base alle affinità riscontrate durante la presentazione dei vari progetti, ai partecipanti viene proposta la suddivisione spontanea in team, cercando di includere all’interno persone con competenze e background diversi. Da quel momento, inizia il lavoro di brainstorming per raccogliere dati e strategie che confluisce in presentazioni intermedie. I partecipanti lavorano durante tutto il corso dell’evento, mentre le ultime ore vengono tradizionalmente riservate alla presentazione dei progetti. Molti hackathon prevedono un momento legato alla premiazione, poiché sono concepiti come veri e propri concorsi.

Un team variegato è più efficace perché consente di avvalersi di competenze differenti 

Perché sempre più professionisti partecipano agli Hackathon?

Gli Hackathon non sono solo utili alle aziende, ma sono anche un valido strumento per i professionisti che decidono di mettersi in gioco. In effetti, i vantaggi per chi decide di partecipare a questa esperienza immersiva sono innumerevoli, come ad esempio:

-    Migliorare soft e hard skills. Grazie a tecnologie, strumenti e workshop tenuti da esperti di settore, si ha la possibilità di migliorare il proprio bagaglio di competenze.
-    Imparare senza rischi. Durante un hackathon si ha la possibilità di prendere parte a progetti stimolanti, di sperimentare nuovi approcci e metodi di lavoro che normalmente eviteremmo di utilizzare per paura dei rischi correlati. Durante l’hackathon non esistono rischi per la propria carriera ed esporsi risulta più semplice.
-    Passare della teoria alla pratica. I partecipanti vengono coinvolti in ogni fase di lavoro in prima persona: dalla progettazione alla realizzazione.
-    Fare networking. Un Hackathon è un’occasione per entrare in contatto e confrontarsi con professionisti di settori diversi con idee e punti di vista differenti.
-    Ottenere riconoscimenti. Il contesto dell’hackthon è un’occasione per emergere con progetti ed idee innovative la cui validità viene spesso riconosciuta da premi e attestazioni. Inoltre, la partecipazione ad un hackathon rivela ai futuri datori di lavoro la disponibilità a mettersi in gioco e la passione e la volontà di crescere all’interno del proprio settore.
 

Partecipare ad un hackathon è un modo veloce ed efficace per ottenere competenze spendibili

Hackathon 4.0per riprendersi dalla crisi pandemica

L’attuale scenario globale dipinge una situazione paradossale per ciò che riguarda gli hackathon. Da una parte, le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno fatto venire meno quegli elementi che connotano significativamente un hackthon come esperienza di aggregazione: condivisione di idee, spazi, punti di vista in una dimensione fisica e più tradizionale di lavoro di gruppo. Dall’altra parte, è proprio il momento di crisi ad imporre la necessità di innovazione e soluzioni alternative. Per fornire queste ultime, gli hackthon hanno fatto del digitale il loro nuovo scenario d’azione: nel corso dell’ultimo anno sono stati organizzati hackathon internazionali con un impatto su questioni di rilevanza mondiale.
Nel 2020 il Consiglio europeo per l’innovazione in collaborazione con gli stati membri UE ha organizzato L’European Hackathon (#EuvsVirus) che ha portato all’individuazione di soluzioni per sostenere la ripresa dalla pandemia di coronavirus. In totale hanno partecipato 40 diversi Paesi, sono nate 2235 partnerships e sono stati selezionati 120 progetti realizzabili. L’iniziativa si è rivelata estremamente efficiente nella lotta contro la challenge mondiale più inaspettata e difficile di sempre: la minaccia del covid. I progetti vincenti riguardano i settori più disparati come salute e vita, lavoro a distanza e istruzione, finanza digitale. 
 

L’open innovation è il modello di apertura e condivisione su cui si fondano gli hackathon.

A livello nazionale, degna di nota è l’iniziativa di Maggio 2020 promossa dal Ministero dell’istruzione che ha dato avvio al primo hackathon online della scuola italiana dal nome #Scuolafutura. 72 ore di hackathon con 250 studenti divisi in 27 squadre che hanno condiviso le loro idee per progettare spazi, relazioni e didattica per innovare la scuola. Da questo confronto realizzato attraverso l’utilizzo di sistemi di videoconferenza e streaming sono nate idee interessanti come Smapp, un’app per individuare e prenotare spazi pubblici per fare lezione in maniera alternativa o Speak-out una piattaforma di counseling psicologico per consentire agli studenti il dialogo con esperti e docenti.