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Innovazione, utilità, fattibilità, scalabilità: il dna delle idee vincenti

Business resiliente

01/09/2020

Si parla spesso di idee e start-up innovative: ma cosa determina il successo di un’impresa? Quali caratteristiche deve avere un progetto per essere vincente?

Il dna delle idee vincenti

Quando un’idea è veramente innovativa? Quando può davvero cambiare le carte in tavola e fare la differenza? Cosa determina la validità di un’impresa che voglia portare una ventata di cambiamento? Assistiamo ogni giorno ad aziende piccole o piccolissime, nate quasi dal nulla, che si aprono la strada nel mondo dei big comportando da un giorno all’altro – o così potrebbe sembrare a coloro che guardano da fuori – una modificazione spesso radicale in ambiti specifici o, in alcuni casi, anche su vastissima scala. Ma cosa distingue queste idee dalle migliaia che ogni giorno spuntano in ogni parte del mondo, per poi sfiorire in un breve arco di tempo?

Le parole magiche in questo caso sono quattro: innovazione, utilità, fattibilità, scalabilità. E per chiunque abbia un’idea da mettere in campo, questi punti cardinali dovrebbero sempre guidare la navigazione.

Per navigare con successo nelle acque a volte turbolente del mercato globale, le start-up non dovrebbero mai perdere di vista i quattro punti cardinali, che in questo caso si chiamano innovazione, utilità, fattibilità, scalabilità

Innovazione

“Innovazione: L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione e simili. […] In senso concreto, ogni novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento politico o sociale, in un metodo di produzione, in una tecnica, ecc.”

Con queste parole il vocabolario Treccani definisce l’Innovazione: qualcosa, dunque, che sia profondamente diverso da quanto c’era prima, che sia in grado di modificare in modo significativo ciò che si era visto, usato, pensato fino a un attimo prima.

Dunque, la tua idea è davvero innovativa? Quale sarà il suo impatto sulla vita e sulle abitudini di coloro che ne avranno beneficio? Cosa e quanto le persone saranno disposte a dare per averla? Quanto migliorerà l’esistenza di coloro che la utilizzeranno o ne saranno i destinatari?

Utilità

“Utilità: Qualità, condizione, proprietà di ciò che è utile, che può essere cioè usato con vantaggio o che reca vantaggio, beneficio, aiuto (materiale o morale) […] e specificando la persona, la cosa, il fine per cui qualche cosa è utile. […] In economia, la soddisfazione che un soggetto ricava dal consumo di una data quantità di un bene o un servizio da lui ritenuto idoneo ad appagare un determinato bisogno, presente o futuro”.

Hai dunque verificato che la tua idea è innovativa, in quanto l’approccio o il prodotto sono significativamente diversi rispetto al passato, ma è anche utile? Le persone utilizzeranno questo prodotto innovativo o metteranno in campo questo processo da te ipotizzato? La tua idea risponde veramente alle esigenze del tuo target? E hai definito esattamente quale sarà il tuo target? È abbastanza ampio? E, infine, il tuo target è pronto ad accogliere questa tua idea innovativa, a utilizzarla e farla propria? La storia trabocca di progetti potenzialmente di successo che hanno incontrato il fallimento perché proposti nel momento sbagliato o nei modi non corretti.

Fattibilità

“Fattibilità: L’essere fattibile, e più in particolare, nel linguaggio burocratico e tecnico, possibilità di avere concreta realizzazione, di raggiungere risultati positivi (e anche, ove si tratti di progetti, economicamente convenienti)”.

Può sembrare una caratteristica lampante: perché un’idea possa essere vincente, non deve essere solo innovativa e utile, ma si deve anche poterla mettere in pratica. In realtà è bene tenere sempre a mente questo principio: progettare un’impresa, un nuovo prodotto o un nuovo processo senza metterlo alla “prova della realtà” non può che portare al fallimento dell’iniziativa. Meglio dunque analizzare ciò che serve per evitare questa deriva e anzi per portare al successo la propria idea, prima ancora di investire tempo e denaro: questo non significa naturalmente essere arrendevoli o rinunciatari, né tantomeno gettare la spugna alle prime difficoltà, ma approcciare le diverse fasi con spirito analitico, realistico e anche economicamente responsabile.

Scalabilità

“Scalabilità: Per l’impresa, possibilità di generare ricavi incrementali senza dover sostenere costi aggiuntivi”.

Ultimo, ma non meno importante, quanto è scalabile la mia idea? Una volta raggiunto il mio target iniziale, potrò implementare i servizi da offrirgli? Potrò replicarla su altri target? Potrò ingrandirla e renderla sempre più rigogliosa? Anche in questo caso, meglio non limitarsi a pensare nel breve periodo, ma cercare di guardare più in là, agli sviluppi possibili, per far sì che il progetto non vada a esaurirsi o a stagnare in un tempo relativamente breve.