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Le 3P dello Sviluppo Sostenibile per salvare il pianeta

CSR

14/06/2021

Profitto, Persone e Pianeta: il TBL Approach alla prova della realtà

Azioni concrete, nella salvaguardia di ambiente ed economia

Anno domini 2021, gli studiosi avvertono: mancano 9 anni alla fine. Ma la fine di cosa? Della possibilità di invertire il processo in atto per quanto riguarda cambiamenti climatici e inquinamento. La data del 2030 sarebbe infatti il “punto di non ritorno”: una teoria portata all’attenzione mediatica dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, che si rifà alle teorie degli scienziati dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climatic Change). Se entro il 2030 – data peraltro presa a riferimento anche dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile – non si ridurranno del 45% le emissioni inquinanti in tutto il mondo, il futuro della terra potrebbe non essere roseo. Ecco perché tutti i settori economici stanno cercando di trovare soluzioni per contenere l’inquinamento ed il consumo di materie naturali poco reperibili attuando strategie quali la cosiddetta triple Bottom Line: una teoria certo non nuova, ma ora più che mai di estrema attualità.

Ambiente: l’opinione pubblica chiede azioni concrete

Nel corso degli ultimi decenni, abbiamo assistito ad una sempre crescente importanza dei media, tanto che la cosiddetta “opinione di massa” ha iniziato ad influenzare attivamente e scelte commerciali e pubblicitarie di aziende e industrie. Che siano palinsesti televisivi o officine metalmeccaniche, ormai l’opinione del compratore è entrata a far parte del processo stesso di vendita: la vasta opera di sensibilizzazione della popolazione rispetto ai temi della Sostenibilità ha portato a una grande attenzione del pubblico verso queste istanze, la quale ha a sua volta un impatto decisivo anche sulle scelte imprenditoriali e dei Governi nazionali. Non sono infatti estranei ormai, nel lessico di tutti i giorni, termini come “riscaldamento climatico” o “scioglimento dei ghiacci”, così come si è data una spinta decisa al riciclo, al risparmio di plastica, materie prime in generale ed acqua, mentre la filosofia dell’eco-friendly è ormai largamente diffusa e anche le aziende si stanno muovendo in questa direzione. 

TBL Approach alla prova della realtà

Se è naturale che un’azienda abbia necessità di produrre profitto è però possibile coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica? È qui che entrano in gioco le 3P della Triple Bottom Line: elaborato nel 1994 da John Elkington, fondatore della organizzazione di consulenza SustainAbility, questo approccio al mercato è oggi più attuale che mai. In questa visione, ogni azienda dovrebbe puntare sì al profitto – conditio sine qua non della sua esistenza – ma senza danneggiare la popolazione e l’ambiente con inquinamento e sprechi di risorse naturali. Da qui vengono le 3P: Profitto, Persone, Pianeta, su cui le aziende devono puntare per soddisfare la propria responsabilità sociale nei confronti del mondo. 

Le 3P di Profitto, Persone e Pianeta sono alla base della teoria della Triple Bottom Line, un approccio al mercato oggi più attuale che mai

L’azienda è costituita non solo da soci e azionisti, ma da persone, dipendenti, oltre che dagli stessi consumatori e più in generale dalla comunità tutta: la Triple Bottom Line viene osservata nel momento in cui si rispettano i diritti degli stakeholder, cioè delle persone che direttamente – o indirettamente – subiscono gli effetti positivi e negativi dell’attività aziendale. La Triple Bottom Line viene quindi soddisfatta quando l’azione di una data azienda non solo non mina, ma anzi implementa il benessere delle persone, garantendo quindi salari adeguati, posti di lavori sani e puliti, e un ambiente salubre. Oltre alle P di Profitto e Persone, nella Triple Bottom Line è presente la P di Pianeta: infatti, il benessere delle persone va di pari passo con la salute del mondo in cui viviamo. Nell’ambito della RSI, l’azienda deve quindi trovare il modo di creare profitto, rispettando le Persone e il Pianeta.

Un’azienda “responsabile” non solo non mina, ma anzi implementa il benessere delle persone e del pianeta

Per far sì che l’azienda possa seguire queste linee guida, sta nascendo anche la figura professionale del Manager della Sostenibilità, che gestisce tutte le attività presenti nell’industria, cercando di farle convivere al meglio con il bisogno di ridurre l’impatto ambientale al minimo.

Una nuova visione economica

Contrapposto alle buone pratiche di RSI è il fenomeno del greenwashing, una sorta di ambientalismo di facciata, che distorce i punti salienti della Triple Bottom Line a vantaggio del solo Profitto, conferendo al marchio una reputazione rispettabile per gli standard richiesti dalla società odierna senza farli veramente propri. Una pratica da un lato disonesta, dall’altro rischiosa per la stessa azienda, poiché i mezzi di indagine e comunicazione odierni consentono di smascherare queste pratiche in modo abbastanza agile, con i conseguenti – ingentissimi – danni d’immagine.

Quindi, perché seguire la Triple Bottom Line? Perché al momento è il modo migliore per garantire all’azienda una presenza solida e responsabile nel mercato, soddisfacendo i bisogni di lavoratori e consumatori, che richiedono un’attenzione particolare verso le istanze ambientali, senza sacrificare quelle legate al profitto. L’adesione al TBL Approach rappresenta il passaggio ad una nuova visione economica, sempre meno incentrata sul mero profitto e sempre più volta alla generazione di benessere su larga scala. Un’impresa che riesca a soddisfare nella stessa misura le necessità di tutte e tre le P senza che vi sia prevaricazione di una sull’altra avrà portato a compimento non solo il vero concetto di sostenibilità, ma anche di uno Sviluppo Sostenibile, che non metta a rischio le condizioni di vita delle future generazioni.