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26/06/2020

Ripartenza dell’Economia – Fase 2: alcuni spunti giuridico-economici

di Arturo Meglio, partner Corporate M&A, K&L Gates
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Con l’affievolirsi dell’emergenza sanitaria, l’attenzione necessita di essere posta sulle misure funzionali alla ripartenza dell’economia, fortemente provata dagli inevitabili danni determinati dal lockdown. La c.d. Fase 2 impone al sistema imprenditoriale del Paese di affrontare alcune tematiche di carattere economico-giuridico fondamentali. Di seguito una breve carrellata che va a toccare, senza pretesa di esaustività, alcune delle problematiche giuridico economiche più rilevanti accentuate o emerse a seguito dei nuovi scenari post-crisi. 

E-commerce

Tematica: l’impossibilità di accesso ai locali fisici e la paura dei contagi hanno accelerato drasticamente la crescita dei consumi effettuati dai consumatori tramite gli e-commerce. In generale, si è assistito a un passaggio da fisico a digitale delle dinamiche di acquisto non solo B2C ma anche B2B (è il caso, per esempio, delle piattaforme online create ad hoc come luogo di interazione virtuale fra le aziende per sopperire e sostituire eventi fieristici e campagne vendite di show-room). 

Aspetti legali: da un punto di vista prettamente legale, gli e-commerce e le piattaforme online richiedono alle imprese titolari di focalizzarsi, fra l’altro, (i) sulla predisposizione di idonee Terms & Conditions che regolino l’utilizzo della piattaforma, (ii) sulla compliance con la normativa in materia di Privacy e di utilizzo dei cookies. Peraltro, ove l’utente fosse una persona giuridica - come nel caso delle sopramenzionate piattaforme online sostitutive di eventi fieristici - potrebbero trovare applicazione alcune deroghe rispetto alla disciplina del Codice del Consumo. 

Gestione dell’indebitamento bancario; cash-flow e liquidità

Tematica: il drastico calo dei fatturati e la mancanza di puntuali pagamenti da parte dei debitori ha spinto le imprese a richiedere finanziamenti bancari a medio-lungo termine, anche sulla base delle misure poste in essere dal Governo, per sopperire alla momentanea carenza e/o totale assenza di liquidità (e.g. Decreto Liquidità). 

Aspetti legali: se da un lato l’indebitamento bancario consente di fare fronte a carenze di liquidità momentanea, dall’altro lato può certamente creare problemi sotto un profilo di responsabilità degli amministratori che hanno generato ulteriore debito nonostante la società rientrasse, già al momento della richiesta del finanziamento, fra le “Imprese in difficoltà” come definite dal Regolamento UE 651/2014, specie con riferimento alle piccole medie imprese che sono spesso poco patrimonializzate. Fatta salva la disciplina speciale prevista per le start-up innovative, l’eccessivo indebitamento bancario potrebbe significare unicamente il posticipo di un’insolvenza. 

Sotto altro profilo, la carenza di liquidità delle imprese è stata causa di plurimi inadempimenti contrattuali che, tuttavia, possono in parte trovare giustificazione dalla normativa emergenziale e dalle prime pronunce della giurisprudenza di merito sul tema. 

Sottocapitalizzazione delle società

Tematica: il sistema imprenditoriale del Paese è composto in larga parte da PMI a gestione familiare spesso sottocapitalizzate, preferendo spesso gli imprenditori da una parte optare per finanziamenti soci in luogo di aumenti di capitale e dall’altra distribuirsi risorse mediante dividendi piuttosto che patrimonializzare l’impresa. La congiuntura economica negativa, che ha caratterizzato l’economia italiana dal 2008 in avanti ed acuitasi a seguito degli ultimi eventi sanitari, è stata per molte realtà causa di ingenti perdite che hanno negli anni eroso riserve e capitale sociale delle società. La ripartenza dell’economia nella cd. Fase 2 vede dunque le imprese non in grado di assorbire le inevitabili perdite dell’esercizio in corso.  

Aspetti legali: La recente normativa emergenziale emanata dal Governo ha previsto importanti incentivi in termini di crediti d’imposta e risparmio fiscale, sia in favore della società beneficiaria sia del socio conferente, per favorire la ricapitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale delle PMI.   

Gestione delle perdite di esercizio

Tematica: le misure restrittive del Governo volte a contrastare l’espansione epidemiologica determinano, specie per le imprese più piccole, inevitabili cali di fatturato per l’anno 2020 che non saranno in grado di coprire i costi di esercizio, con conseguenti perdite 

Aspetti legali: nel caso in cui le perdite abbiano un impatto sul capitale sociale, gli articoli 2446 e 2447 cod. civ. impongono agli amministratori, sotto la propria responsabilità, di convocare senza indugio l’assemblea dei soci affinché questa adotti i provvedimenti più opportuni (in estrema sintesi, aumento di capitale, trasformazione della società o scioglimento). La normativa emergenziale consente ora di considerare l’esercizio 2020 come “anno di grazia” delle perdite.

È chiaro che quanto precede tocca in maniera sommaria e non certamente completa alcune tematiche che le società devono gestire spesso simultaneamente tra loro e comunque senza tralasciare tutti gli altri aspetti gestori più o meno complessi che caratterizzano la via delle varie società. Una sfida importante per le aziende e per i consulenti che le supportano.