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Business resiliente

11/01/2021

Come l’ecosistema startup affronta l’emergenza sanitaria

La resilienza delle startup

L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha avuto ripercussioni sull’economia di interi sistemi e il mondo delle startup non è rimasto escluso: sono 11.000 le startup esistenti in Italia che hanno dovuto fare i conti con la pandemia globale. Tuttavia, l’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle startup e sull’ecosistema dell’innovazione in Italia – realizzata da VC Hub Italia – rivela come queste realtà digitali abbiano mostrato una maggiore resilienza alla crisi e danni più contenuti rispetto a quelli registrati dalle aziende tradizionali. 

Il 30% delle startup high-tech ha modificato il proprio modello di business durante la pandemia

In controtendenza rispetto ad altre realtà lavorative, molte startup hanno continuato a crescere sia in termini di assunzioni che di fatturato. Più precisamente: il 58% delle startup ha aumentato il numero del personale, il 32% ha registrato un aumento della domanda e il 27% una crescita dei ricavi.
Gran parte delle startup è insomma riuscita a sfruttare la crisi come un’opportunità di cambiamento e di sviluppo in termini digitali. È quanto emerge dall’ultimo studio dell’Osservatorio Startup Hi-tech della School of Management Polimi: un terzo delle startup italiane ha modificato il proprio modello di business per adattarsi alla situazione attuale. Nello specifico: Il 63% si è orientato su iniziative e progetti legati all’emergenza sanitaria con ben 256 iniziative censite che coinvolgono i settori più disparati. E-learning, sanificazione degli ambienti, svago, sistemi di distanziamento, delivery e dispositivi sanitari sono solo alcuni esempi delle applicazioni.

Il fondo Rilancio

L’importanza delle startup all’interno del tessuto economico nazionale è sottolineata dai diversi provvedimenti messi in campo dal Governo. Si è compreso che le startup rappresentano una risorsa importante in termini di sviluppo e competitività del Paese da un punto di vista non soltanto economico, ma anche scientifico e tecnologico. Di qui la necessità di tutelarle attraverso il Fondo Rilancio – previsto dal decreto legislativo Rilancio in vigore dal 19 maggio 2020 - che prevede che 200 milioni di euro vengano stanziati dal ministero dello Sviluppo Economico a favore di startup e PM innovative per sostenerle e supportarne la ripresa. 

Le startup sono un elemento chiave per la competitività scientifica, tecnologica ed economica del Paese

Secondo le direttive del CDP Venture Capital SGR – società di gestione del risparmio di Cassa depositi e prestiti che ha istituito il fondo – gli investitori qualificati (es. incubatori e acceleratori di impresa), assieme a quelli regolamentati, potranno segnalare le startup e le imprese in cui stanno investendo o hanno investito nei sei mesi precedenti all’entrata in vigore del d.l. Rilancio. Inoltre, la segnalazione potrà avvenire direttamente online, attraverso il portale attivo a partire dal 7 gennaio 2021.

Startup anti-Covid

L’ecosistema startup è stato tra i primi a muoversi e a mettere disposizione della collettività i propri servizi. Sono moltissimi i progetti salva-vita, di prevenzione e diagnosi, nati e implementati in questi mesi per fronteggiare l’emergenza sanitaria.
Relativamente alla diagnosi di positività al Coronavirus, un esempio interessante è sicuramente quello di VoiceMed.
VoiceMed è un innovativo software di riconoscimento vocale in grado di fornire una valutazione immediata su un eventuale contagio attraverso una semplice telefonata. Come funziona? L’intelligenza artificiale e l’impiego di appositi marcatori vocali consentono di confrontare la voce della persona da testare con quella di persone infette, dando un responso in tempi brevissimi.

L’intuizione di pochi ha portato a soluzioni che cambieranno la vita di molti.

Un'altra problematica relativa all’emergenza sanitaria è la scarsità delle risorse. Il progetto open source Cura Connected Units for Respiratory Ailments – ha dato una soluzione al limitato numero di posti letto in terapia intensiva. Sviluppata in sole quattro settimane da un team internazionale, Cura consente la conversione di container in unità di terapia intensiva installabili e immediatamente utilizzabili. Il principio è quello delle tende ospedaliere, ma con la garanzia delle condizioni di isolamento necessarie per trattare il virus. Il punto di forza è invece la modularità delle singole unità: queste ultime possono essere unite attraverso elementi di connessione gonfiabili, che consentono di dare vita a veri e propri reparti ospedalieritemporanei in condizioni di sicurezza. Ogni container può contenere un numero variabile di posti letto – da 4 a 40 – e tutta la strumentazione medica necessaria ad accogliere due pazienti affetti da Coronavirus che richiedono un trattamento da terapia intensiva.
Sono altrettante le soluzioni sviluppate delle startup per compensare il distanziamento sociale imposto dalla pandemia. Ad esempio, DaVinci Salute è un progetto italiano di telemedicina - fondato nel 2017 dagli imprenditori Andrea Orani, Stefano Casagrande e Francesco Mainetti – che consente di monitorare lo stato di salute del paziente da remoto. È possibile prenotare, eseguire e pagare per consulti medici a distanza. Vengono inoltre messi a disposizione consulti gratuiti da parte del proprio medico per valutare sintomi da Covid.

Un modello per tutti

In uno scenario drammatico ed imprevedibile come quello imposto dall’emergenza sanitaria globale, mentre le imprese tradizionali sono apparse disorientate; le startup hanno reagito percorrendo vie alternative. L’ecosistema startup ci ha mostrato come è possibile affrontare una situazione di crisi traendone il meglio: mettendo sul tavolo le proprie conoscenze e competenze per fare la differenza. È la ricerca di una soluzione a una necessità impellente che spinge a innovare, ma non è possibile farlo prescindendo dalla tecnologia. In questo ultimo anno si è presa coscienza valore strategico dell’innovazione digitale. È cresciuto dunque l’interesse per la digitalizzazione ed è cresciuta la disponibilità delle aziende e delle istituzioni a collaborare con le startup per rispondere assieme alla crisi.

La crisi è l’occasione per percorrere nuove strade e raggiungere territori inesplorati.