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2020
20 luglio 2022

Cop

Chi odia paga: la prima piattaforma legal tech italiana che difende gli utenti dalla cattiveria del web in modo rapido e semplice.

Proteggersi dall’odio online: un’azione diffusa di contrasto degli hater

Offendere qualcuno online è molto facile. Basti pensare che in Italia ogni minuto viene pubblicato un tweet contenente messaggi di odio. Per non parlare di ciò che riguarda i crimini più gravi, tra cui la diffusione di immagini a sfondo sessuale come oggetto di ricatto o lo stalking attraverso i social network. Contro chi commette simili azioni, si schiera COP (Chi Odia Paga), la startup che ha conquistato il titolo di vincitore assoluto della quarta edizione di GoBeyond.

L’obiettivo è fornire servizi di utilità sociale finalizzati a formazione, tutela e supporto alla difesa dei diritti del cittadino, nonché alla loro stessa reputazione e privacy. Chi Odia Paga si rivolge in modo particolare alle vittime di stalking, hate speech, diffamazione, cyberbullismo e revenge porn. Persone che spesso sono le più scoraggiate nel chiedere aiuto, a causa della scarsa conoscenza delle giuste modalità di denuncia, per la paura di imbarcarsi in cause costose senza alcun risultato o semplicemente per la vergogna.

Rivolgersi a COP per un supporto è semplice. Basta andare sulla pagina ufficiale e scaricare il feedback legale, un modulo gratuito rilasciato in collaborazione con il Ministero per l’Innovazione e la Digitalizzazione. Questo documento aiuta l’utente a capire se ciò che sta subendo è un reato effettivo. In seguito, parte la legalizzazione, un processo che mira a riscontrare la veridicità delle prove digitali che testimoniano il reato commesso nei confronti della vittima.

«Da 10 anni ci occupiamo di venture acceleration, aiutando tante startup di altri imprenditori a debuttare e crescere sul mercato sviluppando qualsiasi tipo di innovazione – racconta Francesco Inguscio – Ma con COP, la mia prima startup da protagonista, mi sono voluto concentrare sulla innovazione meaningful, l’innovazione con uno scopo, che per me è ‘Il bene fatto bene che paga bene’”.

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